Basilica di Collemaggio – L’Aquila

La costruzione della primitiva chiesa di Santa Maria di Collemaggio, su un colle isolato appena fuori della cinta muraria dell’Aquila, ebbe inizio nel 1287, per volere di Pietro del Morrone e con l’assenso del vescovo aquilano. I lavori procedettero alacremente e nel 1288, sebbene non fosse ancora ultimata, venne solennemente consacrata da nove vescovi, i quali concessero indulgenze a quanti avrebbero contribuito, finanziariamente o col proprio lavoro manuale, al completamento della fabbrica. Nell’area antistante la facciata, il 29 agosto 1294, lo stesso Pietro venne incoronato papa col nome di Celestino V; soggetta a continue trasformazioni e modifiche, anche a causa dei terremoti che più volte l’hanno danneggiata (i primi, distruttivi, furono quelli del 1315 e del 1349), la basilica venne dotata della meravigliosa facciata bicroma, che ancora oggi costituisce il suo maggior elemento di notorietà, e di tre splendidi portali e altrettanti rosoni, dopo il 1424, a seguito della vittoria della città sull’esercito di Braccio da Montone. Nel fianco sinistro si apre la cosiddetta “Porta Santa”, un ricco portale a tutto sesto della fine del ‘300, arricchito, nella lunetta, da un affresco di Antonio da Atri raffigurante la Madonna col Bambino, san Giovanni Battista e san Pietro Celestino; è l’accesso che viene aperto in occasione della Perdonanza. Il grandioso interno venne ulteriormente modificato nel XVII e XVIII secolo con l’aggiunta di una ricca decorazione barocca, che un contestatissimo restauro degli anni ’70 del Novecento ha rimosso, per restituire agli spazi una nudità medievale anch’essa forse troppo artificiosa. In una cappella del transetto, un mausoleo marmoreo realizzato nel 1517 da Girolamo da Vicenza custodisce le spoglie di Pietro del Morrone/Celestino V, qui traslate nel 1327, poco dopo la canonizzazione. Sulle pareti, a seguito della rimozione delle aggiunte barocche, sono tornati alla luce interessanti affreschi, tra cui una preziosa Incoronazione della Vergine degli inizi del ‘400, una Crocifissione tra la Vergine, san Giovanni Evangelista e san Giuliano e una Madonna tra le sante Agnese e Apollonia; vi è inoltre una seconda Madonna, stavolta col Bambino, tra san Michele Arcangelo e (forse) santo Stefano. In una nicchia dell’abside, infine, si trova un affresco assai singolare, raffigurante una Croce (senza il Cristo) tra san Giorgio e Celestino V dimissionario (XV sec.).