L’importante abbazia benedettina di Santa Maria è posta su un colle roccioso dominato dall’antico castello di Bominaco, una fortezza che controllava sia l’altopiano a nordest, attraversato dal tratturo, sia la vallata del fiume Aterno a sudovest. Il complesso monastico, di cui resta la sola chiesa, pare sia di fondazione anteriore al 1000, ma venne rinnovato nel XII secolo, epoca in cui si accese una lunga controversia per il controllo dell’abbazia tra il vescovo di Valva e l’abate bominacense, che non intendeva sottostare all’autorità diocesana. La chiesa, restaurata con la rimozione delle aggiunte barocche, è una pianta basilicale a tre navate, scandite da colonne monolitiche di reimpiego e chiuse da altrettante absidi; le decorazioni scultoree del semplice portale di accesso e delle monofore absidali si datano al XII secolo, epoca cui risalgono anche il prezioso ambone in pietra a cassa quadrangolare (datato 1180 – fig. a dx), il candelabro per il cero pasquale, tortile su un leone stiloforo con capitello riccamente lavorato, e la cattedra abaziale, posta sul fondo dell’abside centrale, fatta realizzare dall’abate Giovanni nel 1184. Datato invece al 1223 è il pregevole complesso altare-ciborio, con una lunga iscrizione dedicatoria che ricorda contemporaneamente papa Onorio III, l’imperatore Federico II e l’abate Berardo, che ne fu il committente.